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A Milano c’è bisogno di 46mila nuove case

Secondo il report elaborato da Scenari Immobiliari insieme a Risanamento a Milano serviranno 46mila nuove abitazione nei prossimi anni.

Nonostante la pandemia non si è fermata la capacità attrattiva del capoluogo meneghino, in particolare nei confronti dei giovani. Dopo un crollo superiore al -15% nel numero di compravendite per l’anno passato, nel corso del 2021 i numeri sembrano mettere assegno un rimbalzo: vengono stimate circa 26.400 transazione per la città di Milano e 35.400 nella città metropolitana.

L’indagine di Scenari Immobiliari ha, quindi, calcolato una nuova domanda residenziale, per l’area metropolitana di Milano di almeno 46mila nuove case, nei prossimi 2-3 anni, che dovranno essere costruite secondo i nuovi bisogni post-pandemia: luce, spazi esterni, e in sostanza vivibilità.

Nel c0mplesso i cambiamenti urbani e edilizi della città metropolitana di Milano, con i suoi 1.575 km2, riguardano una superficie di territorio di circa 50km2, in grado di dar vita ad una superficie lorda di 20,2 milioni di metri quadrati, concentrata per quasi la metà nel settore residenziale (9,5 milioni di mq).

Ma quali sono le aree su cui si verteranno gli investimenti? In città, i riflettori sono puntati su Scalo di Porta Romana, Santa Giulia, Rubattino, Bovisa, Cascina Merlata e Bisceglie. A nord: Pero, Legnano, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo. Tra i comuni dell’est, Segrate e Melzo.
Nell’ambito sud orientale, San Giuliano Milanese, Dresano, Pieve Emanuele e Rozzano e, infine, nell’ambito sud occidentale, Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano.

Un fenomeno che è andato consolidandosi nel corso della pandemia è quello del quartiere, della vita di zona oltre la dimensione puramente abitativa dell’alloggio. A proposito di alloggi le richieste oggi vanno nella direzione di case più spaziose anche a discapito di una maggiore distanza del centro. Lo sviluppo dello smart working per molte figure ha previsto un vissuto maggiore all’interno dell’abitazione andando ad incrementare la voglia di spazio, magari uno studio o angolo lavoro, così come l’esigenza di poter godere di spazi esterni (balconi, logge e terrazzi, giardini condominiali). La casa è diventata più centrale nella vita delle persone anche per via dei mesi di lockdown e questo ha permesso di riscoprire vecchie prerogative che erano state accantonate. Nelle nuove costruzioni pertanto vi è un’attenzione maggiore al concetto di vivibilità e di vicinato. I servizi essenziali devono essere nel raggio di 10 minuti a piedi. Molto condomini prevedono ampi spazi comuni e servizi integrati. Anche il concetto di sostenibilità è andato rafforzandosi con un’occhio sempre più attento al discorso di efficienza energetica, green e spazi verdi in generale.

Un altro fenomeno di rilevanza è quello dello spostamento non solo verso zone più periferiche ma anche verso l’hinterland dove i costi per le case di nuova costruzione sono nettamente inferiori e questo consente proprio di poter acquistare dei tagli di maggiori dimensioni e godere di più spazio.